Dietro le quinte e Concerto: un giorno alla Pergola con Pier Narciso Masi, Gregorio Nardi e Matteo Fossi

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Una giornata davvero particolare quella del concerto di ieri alla Pergola, non solo per la coincidenza con la data che rende l’anno bisestile, ma soprattutto perché si è trattato di un evento unico, probabilmente irripetibile e per questo memorabile. Sul palco del celebre teatro fiorentino due pianoforti storici, due Steinway: uno di fine Ottocento, proveniente da Villa Schifanoia, dove veniva utilizzato per i concerti e le lezioni del grande pianista e didatta Paolo Rio Nardi; l’altro, del primo Novecento, di proprietà del conte Guido Chigi Saracini, che è stato pertanto a disposizione di tutti i più grandi concertisti che negli anni hanno insegnato presso la celeberrima Accademia Chigiana di Siena. Sembrava che la loro ‘carriera’ fosse finita e invece entrambi hanno avuto la fortuna di essere acquistati e restaurati da Gian Gastone Checcacci, accordatore ufficiale della Chigiana e finissimo conoscitore del pianoforte, che è riuscito a farli risorgere a nuova vita, dotandoli di una rinnovata e intensa capacità espressiva. A far vibrare le corde di questi due ‘giganti’ della storia pianistica toscana e internazionale insieme, sono stati tre pianisti altrettanto superbi: Gregorio Nardi, nipote e allievo del Maestro Rio Nardi, Pier Narciso Masi, anch’egli allievo di Nardi oltre che concertista di chiara fama, e Matteo Fossi, allievo prediletto di Masi e giovane pianista ormai affermato sulla scena nazionale.

Una giornata intensa e densa di emozioni: a cominciare dall’arrivo a teatro, a metà di un pomeriggio piovoso e tetro, che si è illuminato di colpo alla visione della meravigliosa sala alla veneziana della Pergola, completamente deserta e dominata soltanto dai due mastodontici grancoda neri già sistemati sul palco. Irresistibile la tentazione di sedersi e provare a suonare qualche frase, nel silenzio quasi irreale di quel luogo magico… Qualche minuto di beatitudine e poi di nuovo al lavoro (che bel lavoro…). Dietro le quinte abbiamo creato la nostra postazione, e da lì sistemato i cavi e posizionato i microfoni, in modo che la presa del suono fosse la migliore possibile. Nel frattempo, i due pianoforti venivano accordati e alla spicciolata arrivavano i protagonisti della serata per l’ultima prova prima dello spettacolo. La galleria fotografica che correda questo articolo ha fermato alcuni di questi momenti.

Poco prima dell’orario d’inizio, una gran folla premeva all’ingresso e in breve il teatro ha riempito la platea e tutti gli ordini dei palchi: un pubblico composito, attento, curioso, costituito in buona parte da giovani, che alla fine di ogni esibizione ha caldamente espresso il proprio consenso.

Una serata di grande successo per i musicisti e per Gian Gastone Checcacci, la vera anima di questo evento, che ha fortemento voluto questo concerto e che è riuscito a donare al pubblico un’esperienza unica e davvero indimenticabile.

La EMA Vinci, oltre ad aver coordinato l’evento e collaborato con la produzione,  ha curato la registrazione (allo strumento) al fine di documentare la serata e valutare la possibilità di una prossima pubblicazione. (Anita Azzi)


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