Johann Sebastian Bach: Sonata in SOLm – Marco Venturini e Anita Azzi – [in produzione] –

(di Anita Azzi)
La Sonata in sol minore BWV 1020 rispetta lo schema tipico della Sonata italiana del tempo attraverso l’alternanza dei tempi Allegro-Adagio-Allegro ed è caratterizzata da gradevolezza melodica e freschezza espressiva, oltre che da rilevanti difficoltà tecniche.

Composta durante i sette anni più felici della vita artistica di Bach, tra il 1717 e il 1723, quando egli prestava servizio presso la cappella del principe Leopoldo a Cothen, la Sonata risente di quell’infatuazione per il flauto traverso che si diffuse in Germania all’inizio del Settecento. Bach dedicò allo strumento due serie di sonate, tutte concepite durante gli anni di Cothen: una per flauto e cembalo concertante e una per flauto e basso continuo.

Sebbene vi siano dubbi sull’autenticità di tutte le Sonate (almeno due sono state attribuite a Bach dal figlio Carl Philipp Emmanuel) ognuna di esse appare dotata di chiarezza strutturale e luminosa espressività. In ogni caso, esse testimoniano le potenzialità di uno strumento come il flauto traverso che godrà poi di grandi favori.

E’ probabile che l’incontro con esecutori di eccezionali qualità, come Johann Heinrich Freytag, dipendente del principe Leopold, o di Pierre Gabriel Buffardin, primo flauto dell’orchestra di Dresda, abbia avuto un’influenza determinante sulla creazione di lavori come questo, nel quale idee originali si integrano perfettamente con quella coerenza formale che costituisce l’essenza del linguaggio compositivo del genio di Eisenach.

Interpreti
Marco Venturini flauto traverso
Anita Azzi pianoforte

La registrazione è una presa di suono a specchio in doppia stereofonia al fine di esaltare il più possibile l’ampiezza dei rispettivi strumenti in termini di spazialità.

 

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