Dibattito “Classici di oggi”: SIAE risponde

SIAE Società Italiana degli Autori ed Editori
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SIAE – Classici di Oggi
è un’iniziativa unica in Italia, fortemente voluta da SIAE, che per la prima volta ha sostenuto un progetto con finalità di valorizzazione e di incentivazione della musica colta contemporanea italiana. Il Consiglio di Gestione SIAE, con delibera del 2015, stabiliva in tre anni la
durata della prima fase del progetto. Giunti adesso all’inizio del terzo anno di attività, SIAE ritiene opportuno pubblicare una sorta di rendicontazione di tale operazione, non solo per offrire al pubblico e agli addetti ai lavori informazioni oggettive sui risultati ottenuti, ma anche per rispondere alle critiche (legittime, ma non sempre pertinenti) apparse in più occasioni sulla rivista Amadeus on-line a firma del M° Gianluigi Mattietti.
Linee ispiratrici di SIAE – Classici di Oggi
Nel 2015, all’inizio della Presidenza di Filippo Sugar, SIAE identificò nella musica colta contemporanea un settore artistico particolarmente bisognoso di essere sostenuto. I motivi di tale considerazione furono molteplici, basti qui ricordarne alcuni:
la musica colta contemporanea italiana è universalmente assai apprezzata e dà indubbio prestigio al nostro paese; molti dei suoi compositori sono eseguiti a livello internazionale e i suoi Ensemble sono sullo stesso piano dei più importanti al mondo;
nonostante ciò la musica colta contemporanea italiana è quasi del tutto ignorata dal sostegno pubblico;
non esiste un fondo pubblico per attribuire commissioni ai compositori (come nella maggior parte dei paesi europei);
manca un fondo per sostenere le tournées all’estero degli Ensemble italiani;
il FUS ha progressivamente tagliato o ritardato, in maniera davvero colpevole, le sovvenzioni. A fronte di questa situazione SIAE individuò nell’ambito dei Fondi della Divisione Musica, destinati alla promozione, (in quanto derivanti da un conto della Divisione Musica in cui confluivano i diritti residui dalle Elaborazioni di Opere Pubblico Dominio) in un fondo da destinare al sostegno di realtà meritevoli operanti da tempo, e con crescente difficoltà, nel suddetto settore.
Fu fissato dal Consiglio di Gestione un contributo pari a € 900.000 (€ 300.000 annuali per tre anni). Per l’attribuzione dei finanziamenti fu scelta una formula basata sul riconoscimento del valore dei soggetti operanti nel settore, spesso con notevole rischio finanziario (anche personale). Furono poi identificate tre categorie, ovvero tre tipologie di soggetti:
Ensemble che dispongano di una propria stagione concertistica (gli Ensemble senza una propria stagione non possono dare garanzia d i utilizzo di un sostegno, mentre le Stagioni o i Festival che non dispongono di un proprio Ensemble sono così tante e di differente dimensione da rendere imbarazzante la scelta);
Centri di produzione elettroacustica;
Case discografiche attive in questo settore.
Per avere una prima “mappatura” delle suddette realtà, in base alle attività da esse svolte nel campo della musica contemporanea, SIAE, come primo passo, commissionò ad una professionista esterna un analitico censimento; ne scaturì un primo articolato documento sulla base del quale presero avvio i lavori. Successivamente il Consiglio di Gestione di SIAE nominò una Commissione inizialmente di tre e poi di quattro probi viri per una valutazione generale della situazione emersa e per fare una prima selezione dei soggetti da finanziare.
La commissione è attualmente presieduta dal M° Guido Salvetti, musicologo di fama internazionale, Direttore per otto anni del Conservatorio “G. Verdi” di Milano ed è poi composta da due Consiglieri di Sorveglianza, il M° Alessandro Solbiati, compositore e docente di composizione e, dal secondo anno, il Dott. Piero Ostali, Editore della Casa Musicale Sonzogno, e dal M° Alessandro Magini, compositore, musicologo e docente di Drammaturgia musicale all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma.
I probi viri, benché professionisti operanti nel settore, hanno naturalmente l’obbligo di non essere coinvolti, a nessun titolo, nei programmi che faranno parte del progetto SIAE – Classici di Oggi.
L’esame del suddetto censimento ha permesso alla Commissione di probi viri di individuare, nelle tre categorie, alcune “eccellenze” che si sono distinte per qualità, quantità e continuità di presenza nel campo del la musica colta contemporanea. Pur nella consapevolezza di dover a volte effettuare scelte difficili, la Commissione ha attribuito un sostegno proporzionale al “peso” dell’attività svolta. Ai soggetti premiati è stato chiesto di fornire un progetto di utilizzo da sottoporre a ulteriore valutazione prima di essere approvato. Vale la pena sottolineare che il contributo, caso unico in Italia, è stato erogato prima e non dopo lo svolgimento dell’attività dichiarata. Alla fine di ogni anno di attività è stata effettuata una doppia valutazione qualitativa e quantitativa sulla base della rendicontazione fornita da ciascun soggetto in base alla quale la Commissione ha potuto confermare, rimodulare o annullare alcuni contributi per il secondo anno. Ciò ha permesso, di far entrare nel progetto alcuni soggetti meritevoli rimasti esclusi nella prima tornata. La stessa cosa è avvenuta al termine del secondo anno, in vista del terzo. Tutta la documentazione è a disposizione di chiunque voglia prenderne visione. Per il dettaglio dei programmi dei concerti, per il numero dei brani eseguiti e dei compositori iscritti a SIAE che hanno potuto beneficiare di SIAE – Classici di Oggi mediante l’esecuzione di un loro lavoro, si rimanda comunque ai siti web di ciascun soggetto, ensemble, casa discografica o centro di produzione. Si tratta tuttavia di centinaia di autori e di brani. Naturalmente, il puro dato numerico non può essere considerato esaustivo. Solo per fare un esempio, vi possono essere concerti o produzioni disco grafiche che hanno richiesto la presenza di un numero assai diversificato di esecutori, con costi quindi altrettanto differenziati. Ma il riassunto totale, anche se solamente numerico, può dare le dimensioni dell’esito di un sostegno che ha generato processi virtuosi per la diffusione della musica colta contemporanea.
In molti casi, infatti, i soggetti sovvenzionati, oltre al contributo SIAE, hanno investito risorse proprie per la realizzazione di progetti dal valore ben superiore al finanziamento loro concesso da SIAE. L’appartenenza, poi, al cartellone comune SIAE – Classici di Oggi favorisce la valorizzazione degli sforzi sostenuti, creando un “effetto volano”, in termini di collaborazioni, joint venture, investimenti.
Posto che tutto è migliorabile ad og gi si sono maturate alcune certezze:
– SIAE – Classici di Oggi ha ridato fiducia ad un intero, importante settore della musica, generando la sensazione di essere considerati “esistenti” e importanti” nell’ambito della cultura italiana;
– sono stati “salvati “soggetti attivi da decenni, con un’attività di rilievo internazionale, che avrebbero dovuto interrompere il proprio lavoro a causa dei tagli sconsiderati effettuati dal FUS;
– si è creato un vero “cartellone” che riunisce un importante segmento della cul tura musicale italiana, generando collaborazioni e attività condivise; questo grazie anche all’organizzazione di incontri annuali tra tutti i soggetti del progetto SIAE – Classici di Oggi, ma aperti a tutti. I primi due incontri, a Roma e a Firenze, hanno in fatti visto la partecipazione di un numeroso pubblico di addetti ai lavori (interni e esterni al progetto) che ha reagito molto positivamente, esprimendo un diffuso e convinto consenso, anche da parte di rappresentanti di associazioni non sostenute da SIAE – Classici di Oggi;
– si è dato un decisivo incremento alle attività di cui sopra, ottenendo una programmazione complessiva il cui valore risulta nettamente superiore all’impegno finanziario attribuito globalmente. Insomma, con i primi 600.000 euro erogati, SIAE ha permesso di sviluppare progetti che, nel loro insieme, valgono economicamente quasi il doppio. SIAE – Classici di O ggi è un fiore all’occhiello per la nostra Società e, ci auguriamo, per la cultura italiana; i positivi risultati fino qui ottenuti sono uno stimolo a compiere ogni sforzo per rafforzarlo e per svilupparne le potenzialità.
A questo punto ben volentieri accogliamo l’invito del M° Gianluigi Mattietti a rispondere ad alcune domande formulate nell’ultimo dei suoi articoli a noi dedicati e appar so su Amadeus on – line. Prima però ci preme ricordare al suddetto critico musicale che, come sopra accennato, SIAE ha patrocinato (il 5 marzo 2016 al Burcardo in Roma e il 27 maggio 2017 alla Biblioteca Marucelliana di Firenze), due Giornate SIAE – Classici d i Oggi, invitando i soggetti sostenuti e quelli non sostenuti, oltre a musicologi, critici e direttori artistici, proprio per aprire un ampio dibattito e anche per ricevere critiche costruttive. Bene: come i resoconti degli interventi dimostrano, non solo i soggetti sostenuti (come era logico e facile pensare) ma anche i soggetti non sostenuti da SIAE, hanno sempre e solo fatto interventi di plauso, sottolineando semmai l’insufficienza del fondo attribuito e il fatto che tale insufficienza potrebbe generare ingiuste esclusioni e malumori. Deve essere sottolineato che il M° Mattietti, pur invitato alle due suddette giornate con lo stesso preavviso di tutti gli altri, non ha ritenuto opportuno partecipare e cogliere così l’occasione per intervenire e per espri mere liberamente i suoi rilievi. Ha preferito farlo, legittimamente, attraverso le colonne di una rivista, rinunciando ad un confronto diretto, e forse più costruttivo, con tutti gli interessati.
Quali sono dunque i suoi rilievi?
Ecco le domande che pone n el suo secondo articolo e le risposte che SIAE ritiene di dare, pur nel pieno rispetto delle opinioni altrui:
1) Se una commissione attribuisce un finanziamento a una casa discografica che prima (durante, e dopo) incide dischi con musiche di due membri della commissione stessa, è «diffamazione» parlare di conflitto di interessi? Prudenza, onestà, buon senso non suggerirebbero di evitare questa sovrapposizione di ruoli? Almeno per il periodo nel quale la commissione è in carica?
La regola decisa dal Consiglio di Gestione è che i probi viri non debbano essere presenti in nessun progetto finanziato da SIAE – Classici di Oggi e ciò è stato rigorosamente rispettato. Alcuni dei probi viri ne hanno avuto un danno, ad esempio dovendo rinun ciare ad una produzione discografica già decisa in quanto non poteva essere inserita nel progetto di sostegno.
Il M° Magini, d’altra parte, aveva avuto contatti professionali con la casa EMA Vinci Records precedentemente all’avvio, nel 2015, del progetto SIAE (i suoi tre CD monografici citati da Mattietti sono del 2011), ma non ha successivamente realizzato edizioni discografiche riconducibili a SIAE – Classici d’Oggi ed è ovviamente rimasto escluso da qualsiasi altra programmazione realizzata nell’ambito di questo progetto. Per quanto riguarda il M° Solbiati, compositore attivo in sede internazionale da circa trent’anni, innanzitutto non si poteva chiedergli di evitare per tre anni contatti professionali (naturalmente estranei a SIAE – Classici d’oggi) con i più importanti Ensemble e Case discografiche; tanto più che, da un controllo capillare, si verifica che chi lo eseguiva o incideva precedentemente ha continuato a farlo e chi non lo faceva ha continuato a non farlo. Se di una tale commissione non possono far parte i compositori, ugualmente, secondo tale logica, non possono farne parte nemmeno gli editori o i direttori artistici o i critici musicali. Forse quest’ultimi sarebbero esenti da eventuali accuse di conflitto di interessi? È una storia centenaria, quella dei critici che sono soggetti a pressioni di varianatura. Meglio quindi affidarsi a persone di fiducia, ben attive nel settore, di cui poi venga monitorata la correttezza del comportamento, come SIAE ha fatto in modo draconiano.
2) Se poi emerge che la stessa casa discografica gode anche di altre sovvenzioni SIAE (progettoSILLUMINA), non è semplice dovere di informazione scriverne?
Questa domanda del M° Mattietti è davvero curiosa. SILLUMINA è un progetto previsto da una legge dello Stato Italiano che ne affida la gestione a SIAE, disciplinata da apposito Atto di Indirizzo del Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, naturalmente differente per struttura e impostazione. Si tratta infatti di un progetto che coinvolge vari settori artistici dove a decidere è, come previsto dall’atto di indirizzo, una Commissione composta da esperti di indiscusso valore nominata dal Consiglio di Gestione di SIAE.
Quindi il fatto che uno o più soggetti siano stati premiati da entrambe le commissioni non in contatto tra loro in alcun modo è semmai una sorta di prova di resistenza del valore di tali soggetti e della loro attività.
3) Se una commissione attribuisce un finanziamento a un ensemble, è corretto che poi quei soldi siano destinati ad altri ensemble? (questa era a Parma suonerà il Klangforum di Vienna «con il su pporto di SIAE / Progetto SIAE – Classici di Oggi», qui il programma).
Naturalmente questa è una questione delicata, che in un auspicabile futuro di SIAE – Classici di Oggi andrà affrontato. I probi viri si erano ben accorti che l’attività dell’Ensemble Prometeo, agente all’interno della Fondazione Prometeo, copre solo una parte, inferiore al 50%, della Stagione Traiettorie. Ha deciso di attribuire ugualmente il sostegno per il valore, la quantità e la continuità dell’attività della Fondazione. Si fa notare che per il 2017-18, la sovvenzione è stata diminuita proprio in ragione di questa anomalia. E in og ni caso, nel programma del concerto dell’Ensemble viennese cui allude il M° Mattietti era contenuta anche un’importante prima esecuzione di un giovane compositore italiano iscritto a SIAE.
4) Se il criterio stabilito da quella commissione è di dare un sostegno strutturale agli ensemble (ed è un criterio che condivido, come ho già detto), quei finanziamenti non dovrebbero andare a esclusivo vantaggio delle attività degli ensemble selezionati?
Innanzitutto il M° Mattietti che qui afferma di condividere questo criterio, in altra sede, cioè in un articolo del 2016, non lo aveva affatto condiviso. Ci fa piacere che si sia convinto. In ogni caso, la risposta è contenuta nella risposta precedente: la Fondazione Prometeo, su otto Ensemble sostenuti, costituisce l’ unico caso in cui l’Ensemble sostenuto non copra l’intera Stagione di concerti. Se la domanda va presa come un monito alla coerenza, ciò è estremamente positivo, e assicuriamo che nell’auspicato futuro dell’operazione se ne terrà conto. Correttezza vorrebbe, però, che si facesse notare che si tratta di un caso su otto, e dovuto non a una simpatia personale, ma al valore internazionale dell’attività della Fondazione
5) Se «nella sua opera continua di monitoraggio», la commissione scopre che quei finanziamenti sono usati in modo difforme rispetto ai criteri stabiliti, non dovrebbe dare almeno una “tirata d’orecchie” a chi ha utilizzato impropriamente quei finanziamenti? Anziché darla a chi ha segnalato il problema?
È stato esattamente così: la Fondazione Prometeo è una delle due entità che nelle nuove attribuzioni ha avuto un sensibile taglio esattamente per il problema sottolineato con tanto puntiglio dal M° Mattietti.
6) Se il tema più generale è quello dei finanziamenti alla musica contemporane a in Italia (e dei tagli subiti negli ultimi anni), è fuori luogo parlare delle riduzioni che la SIAE ha fatto delle “Maggiorazioni Musica Seria”, destinate ai compositori, o della situazione di un festival storico come Nuova Consonanza? Non si tratta di s emplice completezza di informazione?
Qui la risposta è fin troppo facile. Se si fa un articolo su un argomento, non è lecito fare “di ogni
erba un fascio”, e “uscire di seminato” come si diceva un tempo. Innanzitutto di situazioni come quella di Nuova Consonanza in Italia ve ne sono molte, e non è una sovvenzione di € 300.000 annuali che può risolverla. Non si vede perché il M° Mattietti debba insistere proprio su Nuova Consonanza, stagione di grande tradizione, ma, certo, “stagione”, cioè fuori dalla delibera del Consiglio di gestione che ha permesso di attribuire le sovvenzioni di SIAE-Classici di Oggi. Qualora la delibera cambi si vedrà, ma certo, tutto dipende dalla entità delle sovvenzioni. Per quanto riguarda le “maggiorazioni” qui il M° Mattietti non solo esce dal seminato, ma lo fa impropriamente, con dati sbagliati. Ecco un testo della Direzione della Sezione Musica che spiega meglio quanto è successo, sulle maggiorazioni, togliendo di mezzo vere “leggende metropolitane”: fino alla fine del 2013, il regime delle “maggiorazioni per musica colta” prevedeva la destinazione del 20% della disponibilità del Fondo Speciale Integrativo a questo scopo. La provvista con la quale alimentare questi importi era quindi variabile negli anni. Oltre a questo, era previsto comunque un “tetto di maggiorazione” per ciascuna opera, pari a 6 volte il valore dell’utilizzazione da maggiorare.
Tale massimale era tuttavia teorico, in quanto il massimo valore raggiunto per queste maggiorazioni è stato 3,5 volte, e non 6 volte, come si favoleggia nell’articolo del M° Mattietti.
Perché nel 2013 si è modificato il regime delle maggiorazioni? Perché purtroppo una iniziativa, le maggiorazioni per la musica “colta”, nata con un nobile fine si era trasformata in un meccanismo che permetteva a taluni “soggetti” di guadagnare sulle spalle dei
veri aventi diritto, minando alle fondamenta la credibilità di SIAE.
In sostanza, accadeva che tali soggetti dichiarassero di eseguire concerti di musica “colta” (e sitrattava di repertori davvero “dubbi”) al fine di ottenere la maggiorazione. Per fare un esempio: pagando alla SIAE una licenza da 100€, potevano incassare fino a 480€. Abbiamo ovviamente provato a far fronte al tema intensificando i controlli, tuttavia una decisione che evitasse effetti eccessivamente “distorsivi” era necessaria. Ma la “maggiorazione” andava comunque garantita, anche a fronte della successiva Direttiva Barnier (2014) che a livello europeo prevede una gestione molto dettagliata per i cosiddetti “diritti non distribuibili” da cui si traevano i fondi per la maggiorazione (circa 2,5 milioni di euro). Per evitare di non poter più fornire un sostegno co sì importante il Consiglio di Gestione e la Commissione Musica hanno trovato l’unica soluzione possibile: dal 1° Gennaio 2016 viene applicata una piccola trattenuta del 5% su tutti i Diritti di Esecuzione Musicale raccolti da SIAE al fine di finanziare ini ziative come la maggiorazione della musica colta. Tale soluzione è in linea con le previsioni della Direttiva Barnier e ci permette di continuare a fornire il sostegno che vogliamo dare alla musica “colta”. La maggiorazione è ora di 2,5 – 3 volte, non molto dissimile dal precedente massimo di 3,5, lontanissimo dal teorico 6 volte. Tutto questo dice quale sia stato l’impegno di SIAE per garantire un sostegno agli autori della musica “colta” pur in condizioni esterne assai difficili. E questo dice quindi quanto fosse sommaria e maliziosamente imprecisa l’informazione data dal M° Mattietti, che avrebbe potuto da anni attingere ad una fonte di informazione diretta e corretta.

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