Rotazione Apparente di Marco Bagnoli – Musica di Giuseppe Scali e Marco Cardone

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MARCO BAGNOLI – ROTAZIONE APPARENTE
Musica di Giuseppe ScaliMarco Cardone
A cura di Giuliano Serafini
Una produzione EMA Canticae

CopertinaLa PRESENTAZIONE di Rotazione Apparente, DVD tratto dall’omonima Opera Scenica di Marco Bagnoli e prodotto sotto la guida e la supervisione dell’artista stesso, si realizza attraverso una performance che consiste nella proiezione del Film 1 Apparente del regista Giancarlo Spinelli sulla parete della galleria, seguita dalla proiezione del Film 2 Rotazione del regista Matteo Frittelli. Nel contempo Marco Bagnoli disegna dal vivo “dai Sette Dormienti” e i musicisti Giuseppe Scali e Marco Cardone commentano dal vivo, attraverso la propria musica, il Suono e le musiche presenti nelle due proiezioni.

Al termine della proiezione, segue dopo una certa pausa la proiezione in loop del Film 2 Rotazione sull’affresco appena disegnato. In sincronia con le immagini verrà registrata la musica appositamente creata in galleria nel corso della performance.

“Dai sette Dormienti” Disegno di Marco Bagnoli “Rotazione apparente” Musica di Giuseppe Scali e Marco Cardone

Curatore Giuliano Serafini
Traslation by Catherine Frost
Assistenza Tecnica ed Artistica Marco Ulivieri
Tecnico Video ed Audio Marco Cardone

C2CONTEMPORANEA2 di Antonio Lo Pinto
Via Ugo Foscolo 6 – 50124 Firenze

InvitoPdf


20130613LoPinto100

13 Giugno 2013 – C2CONTEMPORANEA2 di Antonio Lo Pinto

Rotazione apparente (opera scenica) di Giuliano Serafini

In uno dei massimi libri della letteratura contemporanea – Le Roi des Aulnes di Michel Tournier – al protagonista viene mostrato un giroscopio: “ E’ la chiave dell’assoluto”, gli viene assicurato,
“che ha il potere di sfuggire al movimento della terra. Ed è proprio per questo che sembra girare. In realtà siamo noi che gli giriamo intorno … Quello che senti tra le mani B l’immobilità del giroscopio contrariata dalla rotazione della terra che ti sta portando via con sé”.

A prova di scienza non esiste rotazione apparente. Esiste solo la stasi, la ferma apparente. Di entrambi i paradossi – che poi è uno solo – Léon Foucault con il suo pendolo ha dato, come sappiamo, la dimostrazione ultima.
A prova d’arte le cose vanno diversamente. La speculazione diventa intuizione, sempre, nG potrebbe essere altrimenti. Al punto da concedere all’artista – e certamente è il caso di Marco Bagnoli – l’immunità illimitata di attraversare tutte le categorie pratiche e meta-siche dello spirito senza sentirsi responsabile verso il mondo. Senza dovergli nulla.

Atto gratuito per antonomasia, e sommamente inutile, quello creativo è in grado di proporre una epistemologia senza dimostrazioni; ma allo stesso tempo di muoversi in parallelo analogico alla scienza, spesso annunciandone in modo riPesso le conquiste ( si pensi ai cubisti e ai futuristi, profeti spuri di Freud e Einstein).

Se la scienza, come la religione, è per definizione dogmatica, l’arte sarà relativistica, e in questo, paradossalmente, ha buone probabilitD di farsi ancora anticipatrice di tempi scienti-ci futuri, visto che le tecnoscienze informatiche stanno me2endo in corto circuito realtà e virtualità.

Per empatia mentale e mistica, Bagnoli opera da sempre a -anco ai processi ermeneutici della scienza, consapevole che il suo terreno d’azione resta quello dell’ipotesi, dell’empirico visionario, dell’insinuazione di incertezze quando ci aspetteremmo verità, conquiste da consegnare per sempre al genere umano. Artista Wanderer per istinto e vocazione, Bagnoli è simulatore di leggi -siche non rivelate, è scienziato agnostico che non assume la veridicità delle sue indagini conoscitive, ma le “dimostra” in via mitopoietica. Lascia insomma alla scienza di fare da “convitato di pietra”, da presenza passiva e pur vigile, disposta a intervenire in caso di necessità.

Così è per Rotazione Apparente, il video di Matteo Frittelli che fa parte di questa opera scenica e documenta l’intervento realizzato nel 2011 da Bagnoli al planetario Hoepli di Milano e curato da Nicoletta Pallini. L’orientazione geografica che per Bagnoli è innanzitutto un rituale iniziatico a percorso circolare, tenta qui la scala maggiore della dimensione astronomica. Là dove i punti cardinali pre-gurati dallo schema del quinconce, secondo il misticismo matematico dei pitagorici, vengono indicati da quattro canne librate nello spazio dall’artista che diventa pescatore cosmico.

E’ un nuovo archetipo del percorso creativo di Bagnoli, come lo sono stati l’arciere celeste dell’Axis Mundi, l’araba fenice, i sette dormienti, la mongol-era, l’ombra e l’anamorfosi, tutti temi che rimandano al motivo principe della direzione, del centro e del margine, e della loro riversibilità, in cartesiana adesione agli assiomi Io X Te, Spazio X Tempo: sorta di tavole della Legge che sanciscono e allo stesso tempo negano il principio dell’alterità.

Pescatore di stelle, si è detto; nel caso delle comete Leonidi che dall’abisso siderale vengono ad annunciare la stagione d’autunno. L’artista innalza le sue canne -no a congiungerle alchemicamente a un gioiello la cui vertebrale struttura si ispira all’antico sestante dei marinai polinesiani. Ma è solo una messinscena di orientazione. In realtà, come è scritto nel Sefer Hechaloth della Kabbalah, non esistono direzioni fisiche da prendere; non esiste né l’alto né il basso, né l’est né l’ovest, né il dentro e il fuori, “perché nel cosmo tutto si muove”. Solo i simboli, dunque, sono in grado di orientarci, di indicarci la strada.

La presenza -sica dell’artista che nell’opera scenica cui assistiamo si interpone tra l’evento proiettato dal video e la grande carta trasparente dove improvviserà un disegno, diventa così un’ulteriore stazione di questa liturgia laica in cui riconosciamo tutta la sua ricerca. L’artista diventa filtro tra l’opera compiuta e l’opera in fieri che sta ricalcando su un’invisibile traccia. Il tempo della sua azione Pagrante è quello del video, dell’azione trascorsa.

Spenta la luce, appare sullo sfondo il segno fatidico della banda rossa, “marchio” assoluto dell’opera di Bagnoli, emblema di un principio a cui tutto converge e oltre cui sarà impossibile risalire.

C2CONTEMPORANEA2 di Antonio Lo Pinto

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ROTAZIONE APPARENTE a cura di Giuliano Sera.ni

musica diffusa di Michael Galasso, suono diffuso di Giuseppe Scali musica nella performance di Giuseppe Scali e Marco Cardone

il DVD – ROTAZIONE APPARENTE
è tratto dall’omonima Opera scenica di Marco Bagnoli realizzata il 17 Novembre 2011 al
Planetario Ulrico Hoepli (Milano)
A cura di Nicoletta Pallini
Musica di Michael Galasso
Suono e Regia di Giuseppe Scali
Supervisione Scienti.ca Fabio Peri
Gioiello realizzato da Giancarlo Montebello AssistenzaTecnico-Artistica di Marco Ulivieri
e Federico Landi
Assistenza Luci di Roberto Pavanati
Fotogra.edi ElzbietaBialkowska

il DVD è composto da tre parti, due video: APPARENTE (#lm1)
Regia di Giancarlo Spinelli
Musica di Michael Galasso

Suono di Giuseppe Scali
Fotografie di Elzbieta Bialkowska
e Giancarlo Spinelli
Montaggio di Giancarlo Spinelli Prodotto da Guido Salsilli
per Movie Magic International – Milano

ROTAZIONE (film2)
Regia di Matteo Frittelli
Musica di Michael Galasso
Suono di Giuseppe Scali Produzione Matteo Frittelli Studio

ed un libro interno:
curato da Nicoletta Pallini
Testi in ordine di apparizione di:
Nicoletta Pallini (lo spettatore interiore) Milarepa (versi vari)
Marco Bagnoli (intervista) FrancescoTedeschi (Tabula Smaragdina) Flavio Fusi Pecci (Leonidi)
Ananda K. Coomaraswamy (E di Delfi)

Fotogra.e al Planetario di

Elzbieta Bialkowska
Andrea Rossetti
Fotogra.e in studio di
Mario Lensi AssistenzaTecnico-Artistica di Marco Ulivieri e Giuseppe Scali Progetto Gra.co

Mario Gardini

Una Produzione EMA Canticæ – Matteo Frittelli Studio © 2012 Marco Bagnoli – EMA Canticæ DVD20120421

La PRESENTAZIONE di Rotazione Apparente, DVD tratto dall’omonima Opera Scenica di Marco Bagnoli e prodotto sotto la guida e la supervisione dell’artista stesso, si realizza attraverso una performance che consiste nella proiezione del Film 1 Apparente del regista Giancarlo Spinelli sulla parete della galleria, seguita dalla proiezione del Film 2 Rotazione del regista Matteo Frittelli. Nel contempo Marco Bagnoli disegna dal vivo “dai Sette Dormienti” e i musicisti Giuseppe Scali e Marco Cardone commentano dal vivo, attraverso la propria musica, il Suono e le musiche presenti nelle due proiezioni.

Al termine della proiezione, segue dopo una certa pausa la proiezione in loop del Film 2 Rotazione sull’affresco appena disegnato. In sincronia con le immagini verrà registrata la musica appositamente creata in galleria nel corsodellaperformance.

“Dai sette Dormienti” Disegno di Marco Bagnoli “Rotazione apparente” Musica di Giuseppe Scali

e Marco Cardone

Curatore Giuliano Serafini
Traslation by Catherine Frost
Assistenza Tecnica ed Artistica Marco Ulivieri TecnicoVideo edAudio Marco Cardone

C2CONTEMPORANEA2 di Antonio Lo Pinto
Via Ugo Foscolo 6 – 50124 Firenze

Apertura: dal martedì al giovedì dalle ore 17.00 alle 19.00 o su appuntamento
Contatti: lo-pinto@libero.it
cell. 334 7970531

www.c2contemporanea2.com

il DVD“ROTAZIONEAPPARENTE”
è acquistabile Online sul sito EMAVinci (www.emavinci.it) attraverso il catalogo EMA Records oppure accedendo all’indirizzo diretto: http://www.emavinci.it/emarecords/cd_ema.php?serie=elinEMAR&id=238

Una produzione EMA Canticæ @ 2013 www.emavinci.it – email@emavinci.it
Evento organizzato da EMA MUSIC

in occasione di Presenta_2013 “Suoni nelle Arti



Apparent rotation / a scenic work
by Giuliano Serafini
In one of the finest books in contemporary literature – Le Roi des Aulnes [The Erl-King] by Michel Tournier – the hero is shown a gyroscope: “It is the key to the absolute”,  he is told,“having the power to escape the motion of the earth. And just for this reason, it seems to turn. In reality instead, we are spinning around it …What you feel in your hands is the immobility of the gyroscope opposed by the rotation of the earth in which you are entrained”. Scientifically speaking, apparent rotation does not exist. There exists only stasis, apparent
immobility. Of both paradoxes – which are really only one –  Léon Foucault with his pendulum has given, as we know, the ultimate demonstration.
Artistically speaking, things are different. Speculation becomes intuition, always, nor could it be otherwise. To the point of granting the artist – and this is certainly the case of Marco Bagnoli – unlimited immunity to traverse all the practical and metaphysical categories of the spirit without feeling responsible to the world; without owing it anything. Gratuitous act par excellence, and entirely useless, art can propose an epistemology without proofs. At the same time, however, it can move in analogical parallel to science,whose conquests it often proclaims in some reflected manner (as with the Cubists and Futurists, spurious prophets of Freud and Einstein). If science, like religion, is by definition dogmatic, then art will be relativistic. Paradoxically then, it has good chances of becoming once again the forerunner of future scientific themes, now that computer technology has begun to short-circuit reality and virtuality.
Through empathy that is both mental and mystical, Bagnoli has always operated alongside the hermeneutical processes of science, aware that his field of action remains that of the hypothesis, the empirical visionary, the insinuation of uncertainties there where we could expect truth, achievements to be definitively consigned to mankind. A Wanderer artist by instinct and vocation, Bagnoli is the simulator of obscure laws of physics. He is an agnostic scientist who does not assume the veracity of his cognitive research, but
“demonstrates” it in mythopoeic manner. To science he leaves the part of the Stone Guest, the passive yet vigil presence, ready to step in if needed.
And so it is with Apparent Rotation, the video by Matteo Frittelli that forms part of this scenic work, documenting the event presented by Bagnoli in 2011 at the Hoepli Planetarium in Milan, curated by Nicoletta Pallini.
The geographic orientation that is for Bagnoli a ritual of initiation tracing a circular path, attempts here the vaster scale of the astronomical dimension. Here the cardinal points prefigured by the quincunx pattern, according to the mathematical mysticism of the Pythagoreans, are indicated by four fishing-rods set soaring in space by the artist, now become a cosmic fisherman.
In Bagnoli’s creative evolution this is a new archetype, as was the celestial archer of the axis mundi, the Arabian phoenix, the seven sleepers, the fire-balloon, the shadow and the anamorphosis, all themes harking back to the primal motif of direction, of the centre, the margin and their reversibility, in Cartesian accord with the axioms I X You, Space X Time: Tables of the Laws of
sorts, that sanction and simultaneously negate the principle of alterity.
A fisher of stars, as has been said; in this case, of the Leonidas comets streaking out of the sidereal abyss to announce the autumn season. The artist raises his fishing-rods to join them in alchemistic combination with a jewel whose vertebral structure is inspired by the ancient sextant of the Polynesian mariners. But this is only a mise-en-scène of orientation. In reality, as written
in the Sefer Hechaloth of the Kabbalah, there exist no physical directions to be taken – neither up nor down, east nor west, inside nor outside, “because in the cosmos everything is moving”. Only symbols, then, can orient us, can show us the way. In the scenic work we are watching, the physical presence of the artist, standing between the event projected by the video and the great transparent sheet on which he will improvise a drawing, becomes a further station in this secular liturgy encompassing all of his research. The artist becomes the filter between the completed work and the nascent work whose invisible trace he is marking. The time of his ongoing action is that of the video, of action that has elapsed.When the light goes out, there appears against the background the fateful sign of the red band, the incontrovertible “trademark” of Bagnoli’s work, emblem of a beginning on which everything
converges and beyond which it will be impossible to venture.

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