Terra Matta – Luca Mauceri

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Descrizione

Terra matta
In viaggio
Un vero catanese
Nostalgia di Chiaramente
Di nuovo in viaggio
Madre mia
Zona di guerra
Fantasmi
L’armistizio
Canzone del soldato pellegrino
Terra matta (piano version)
Ancora in viaggio
La scommessa
Nozze di pioggia
Vento d’Africa
Lettere nel vento
Lacrime per una madre
Il valzer della vita

Organico

Salvatore Lupo violino, violoncello
Michele Marsella chitarra classica
Luca Mauceri pianoforte, sintetizzatori, chitarra classica, basso, percussioni,
programmazioni e voce
Giovanni Parrinello percussioni
Mario Spolidoro organetto, clarinettino in do
Amalia Contarini, Marcello Montalto, Vincenzo Pirrotta, Alessandro Romano
voci nella traccia 10

Terra Matta, spettacolo memorabile che risuona nelle orecchie attraverso le musiche di Luca Mauceri. Le note di un canto infinito sulla storia, sulla vita, sul gioco della quotidianità conquistata dalla sopravvivenza, rendono onore al lavoro di Vincenzo Pirrotta che fa della musica un tutt’uno con la sua recitazione. Il Teatro Stabile di Catania, che produce lo spettacolo, è; lieto di presentare questa prova d’artisti come una delle migliori delle produzioni della stagione.
Giuseppe Dipasquale direttore Teatro Stabile di Catania

Ci sono incontri nella vita destinati a restare per sempre, forse arrivati a colmare dei vuoti. Il mio teatro cercava la sua musica allora è arrivato Luca: ci siamo guardati ed’è bastato un attimo quello sguardo era già melodia
Vincenzo Pirrotta attore e regista

La musica è un respiro dell’anima. Comporre per la scena, per immagini, per corpi in movimento, stimola da sempre la mia creatività. Terra matta è un testo fuori dagli schemi, pieno di poesia, di dolore e di inconsapevole ironia, è testimonianza di vita profondamente sofferta. Nella difficoltà di restituire musicalmente le emozioni del protagonista eè stata decisiva la lunga collaborazione con Vincenzo Pirrotta e la conoscenza delle sue modalità espressive. Ho elaborato così una trama sonora delicata ma capace di sostenere gli attori (Vincenzo Pirrotta con Amalia Contarini, Marcello Montalto ed Alessandro Romano) ed esaltarne l’interpretazione sfaccettata e multiforme; una trama densa di ritmo e orecchiabile melodia. Il tema principale di Terra matta, che apre lo spettacolo, è un valzer malinconico illuminato dal sorriso, un tema che in qualche modo espone la cifra stilistica di queste musiche piene di colore e di tristezza, in cui poesia ed ironia si alternano continuamente nel caleidoscopico sentiero che il regista percorre attraverso la sua messa in scena. Composizioni decisamente moderne in cui tuttavia respirano piccole cellule della tradizione, anche nell’utilizzo degli strumenti. I temi si rincorrono, si ripetono in delicate variazioni fin’anche a diventare vera e propria canzone; gli accordi dilatano il tempo, lo abbracciano, prendono per mano il protagonista e lo accompagnano nel suo vagabondaggio terreno, con tutte le dolcezze e le amarezze, con tutti i contrasti e le carezze che la vita sempre dispensa
Luca Mauceri attore e compositore

Canzone del soldato pellegrino

Il conto giusto non avevamo fatto
Italia Italia dovemmo girare
Da Bassano a Trieste
Che stapo addiventando matto
A Trieste c’erino le slavene
Che erino tutte rebelle
E io pensavo a me che me ne viene
Che pure qua devo arrischiar la pelle
Abbiamo vinto questa mincia
questa mincia abbiamo vinto
E poi da Gurizia a Trieste
Io sempre era zappatore
Questi erano li mie sirbizia
Che mi piangeva il core
Seppellire muorte
Muorte seppellire
Abbiamo vinto questa mincia
questa mincia abbiamo vinto
Monte Santo monte Cavallo
Cercare muorte nel fiume Idoneo
E licenza manco a pensallo
La patria ha bisogno dell’aiuto meo
Arricogliendo muorte (becchine becchine)
Muorte arricogliendo
Abbiamo vinto questa mincia
questa mincia abbiamo vinto
e da Gurizia arrivammo a Firenze
la più bellissima città d’Italia
li casine erano frenze frenze
ci andavo come se manciassi calia
c’erino le specchie
che quando si guardava una ragazza
pareva che si ne guardava sei
Abbiamo vinto questa mincia
questa mincia abbiamo vinto
Ogni giorno c’era manifestazione
Diventato difficile era il mestiere di soldato
C’era puzza di revoluzione
E io diceva io diceva quand’è
Che sono congedato
Non valeva più il soldato
Era peggio di un facchino
Chi su Roma aveva marciato
Si gonfiava come un tacchino
E ora agghiutti puru chisti
I signurini fascisti
Abbiamo vinto questa mincia
questa mincia abbiamo vinto


Foto interne Filippo Sinopoli (Teatro Stabile di Catania)
Foto di Luca Mauceri Davide Rorato
Copertina Giuseppina Maurizi
Progetto Grafico Luca Mauceri e Giuseppe Scali
Realizzazione grafica EMA Service.fi.it

Registrato nei mesi di novembre e dicembre 2009 al Teatro Verga di Catania e allo studio Guitar Tech di Frosinone.

Pianoforte registrato da Giuseppe Scali presso Panda Studio – Scandicci (Firenze)

Il mio più grande ringraziamento va a Giuseppe Dipasquale perchè ha creduto in questo progetto ed al mio fraterno amico Vincenzo Pirrotta perchè con il suo teatro ha stimolato la creazione di queste musiche. Desidero inoltre ringraziare la EMA Records, Giuseppe Scali, Gaetano Ambrosiano, Erika, Valentina Arriva, Alessandro Romano (che precipita nel vuoto), Marcello Montalto, Amalia Contarini, Giuseppina Maurizi, gli splendidi musicisti che hanno suonato in questo disco, i miei amici tutti e infine … sempre … la mia famiglia

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