Concerto Mistico di Gaetano Giani Luporini – David Bellugi flauti dolce

anitablu-272x300 di Anita Azzi

DAVIDE

Concerto Mistico – Davide Bellugi

Ascoltando il primo brano del Concerto Mistico di Gaetano Giani Luporini, si viene immediatamente trasportati in una dimensione ‘altra’, si compie una sorta di viaggio nel tempo, un tempo antico, ormai quasi perduto. L’atmosfera creata dalle sonorità dei flauti di David Bellugi fa sì che fin da subito si percepisca il senso di un forte misticismo, in completo accordo con l’intento espressivo presente nel titolo, che costituisce la fonte primaria dell’ispirazione compositiva. Tutta l’opera è infatti dedicata alla meravigliosa figura di Francesco e proprio in apertura viene posto il brano dedicato al Cantico delle creature.

Più breve e semplice il secondo brano, intitolato Il Papa, nel quale riecheggia costante un motivo, dal grave all’acuto: è il momento tanto atteso del colloquio con l’autorità religiosa, al quale il frate si avvicina con animo lieto, con quella serenità che gli permetterà di affermare il proprio credo e le proprie convinzioni.

Il ballo di Francesco è una danza medievale, mossa, vivace e gioiosa: in questo brano si fa più evidente la tessitura armonica della composizione, affidata però alla sola sonorità dei flauti dolci. Per la realizzazione dell’opera, Bellugi ha eseguito tutte le linee melodiche, una dopo l’altra, riuscendo a sincronizzare perfettamente le varie sovrapposizioni in modo da ottenere l’effetto acustico di un vero e proprio ensemble. E’ ciò che emerge in modo stupefacente in Fratello fuoco, nel quale un sostenuto basso ostinato sorregge la parte alta nei suoi veloci e ripetuti movimenti dal grave all’acuto e viceversa, a riprodurre il moto perpetuamente cangiante della fiamma.

Di carattere più intimo Dell’anima che soffre, Notte oscura e Veggo esso Spirito, che rimandano a momenti di chiuso raccoglimento, a colloquio con la parte più profonda di se stessi, a contatto con il dolore: lo stile è più vicino alla monodia, per offrire maggiore spazio espressivo alla voce interiore, sempre accompagnata, anche nella sofferenza, dalla consapevolezza dell’amore.

Lirici ed espressivi si rivelano Colloquio dell’anima e Per amore del mio amore, che sono accomunati anche da una certa somiglianza strutturale, in quanto in entrambi il flauto acuto disegna una linea melodica dolcissima e a tratti drammatica su una base costante che accompagna nella parte bassa.

La Suite si chiude con tre brani più estesi e articolati dal punto di vista strutturale (L’amore morto, Monte Carmelo, Vivo ma in me non vivo): in essi la tessitura armonica è più complessa e le linee melodiche appaiono maggiormente variegate e mobili. L’atmosfera vira di nuovo verso il ripiegamento interiore e crea momenti di intensa espressività, arricchendo di pathos spirituale questo bellissimo Concerto mistico.


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