Tempo Reale Electroacoustic Ensemble: Open Music#1

open300x3001. Jonathan Impett, Folto giardino,
per ensemble ed elettronica (2016)

Tempo Reale Electroacoustic Ensemble
Simon Limbrick, percussioni
Ettore Costabile, pianoforte
Michele Foresi, violino elettrico
Andrea Gozzi, chitarra elettrica
Francesco Giomi, sintetizzatori
Jonathan Impett, live electronics

2. Mirio Cosottini, I-Silence, per ensemble (2016)

Tempo Reale Electroacoustic Ensemble
Monica Benvenuti, voce
Michele Foresi, viola
Mirio Cosottini, tromba
Franco Pioli, flicorno soprano
Maurizio Cenni, corno
Niccolò Pontenani, trombone
Francesco Canavese, chitarra elettrica
Salvatore Miele, sintetizzatore

3. Cornelius Cardew, Treatise (1963-67)
per ensemble elettroacustico

Tempo Reale Electroacoustic Ensemble
Salvatore Miele, coordinamento e live electronics
Francesco Casciaro, oggetti sensibili e live electronics
Daniela Cattivelli, campionatore
Andrea Gozzi, chitarra elettrica
Damiano Meacci, regia del suono


Il progetto Open Music segue una traccia intrapresa da alcuni anni da Tempo Reale, dedicando una serie di concerti al concetto di “musica aperta”: prendendo le mosse dalle esperienze pionieristiche degli anni Sessanta-Settanta, è possibile oggi sviluppare e ampliare tale concetto grazie alle tecnologie digitali e ad un nuovo modo di pensare e comporre la musica, innervando la scena internazionale con opere che attingono dal mondo dell’improvvisazione, della videoarte e dalla computer music. Nei programmi vengono affiancate opere “storiche” di autori italiani (come Sylvano Bussotti o Albert Mayr) e stranieri (come Cornelius Cardew) a lavori internazionali e territoriali recentissimi.

IMPETT / FOLTO GIARDINO
Questo brano musicale inaugura un ciclo di composizioni che si ispirano all’ultimo atto de

Le Nozze di Figaro di Wolfgang Amadeus Mozart in cui le straordinarie istruzioni sceniche, inseparabili dalla musica, descrivono una serie di spazi acustici reali e virtuali di un “folto giardino”. I personaggi si susseguono sulla scena mostrando molteplici punti di vista e stabilendo fra loro diverse relazioni: chi sa che cosa di chi? Chi sente cosa? Similmente nella mia composizione ognuno dei musicisti segue una narrativa di rapporti diversi con gli altri musicisti e con l’ambiente sonoro, diventando echi, ombre di ciascun altro. Ognuno ha una vista individuale e parziale dell’insieme, generando una polifonia dinamica e variabile. Solo al percussionista è affidata una funzione di mediatore fra spazio e solisti.

COSOTTINI / I-SILENCE
Nell’improvvisazione non siamo solo interessati alla musica prodotta, ma anche alle decisioni e alle azioni che il musicista compie durante l’esecuzione: il processo è il prodotto, e considerarli come elementi separati è un errore estetico, oltre che ontologico. I-Silence è un brano che tematizza lo stretto rapporto che intercorre fra la produzione di processi improvvisativi e il loro risultato sonoro. I musicisti sono alle prese con un obiettivo preciso: uscire da un labirinto. D’altra parte il modo per farlo è prettamente musicale, ogni volta che il percorso subisce una svolta, il musicista deve modificare il proprio suono, una trasformazione nella struttura del labirinto equivale a una trasformazione nel percorso sonoro dei musicisti.

CARDEW / TREATISE
Una prospettiva nuova e inedita per quegli anni, oltre che di estrema libertà: è tutto questo e molto altro il Treatise di Cornelius Cardew, proposto in una nuova versione “tecnologica”. Lo stesso Cardew che qualche anno dopo affronta la sua deriva ideologica aderendo al partito comunista inglese e abiurando un intero establishment musicale nel famoso saggio “Stockhausen serves Imperialism”.

“Si tratta di una tessitura continua e una combinazione di una grande quantità di elementi grafici (dei quali solamente alcuni sono facilmente relazionabili ai simboli musicali) in una lunga composizione visuale, il cui significato in termini di suono non è specificato in alcuna parte. 193 pagine di linee e strutture raccolte attorno a una forte, sostanzialmente continua linea centrale, che può essere immaginata come la linea-guida per un lettore, un centro attorno al quale tutti i tipi di attività prendono posto. Qualsiasi tipo di musicista che usa ogni specie di mezzo è libero di partecipare a una ‘lettura’ della partitura (che è scritta da sinistra a destra e ‘tratta’ della propria materia grafica in ‘argomenti’ esaustivi). Ognuno è libero di interpretare questo in un modo personale. Ogni rigidità di interpretazione è automaticamente evitata dalla confluenza di differenti personalità. Ciò che spero è che nell’esecuzione di questo pezzo ogni musicista ci metta la propria musica e ce la metta come risposta alla mia musica, che è rappresentata dalla partitura” (Cornelius Cardew )

Tempo Reale Electroacoustic Ensemble

TREE è un progetto aperto, nato nell’ambito di Tempo Reale (il centro di ricerca musicale fondato da Luciano Berio) che ha preso vita all’inizio del 2011 e il cui obiettivo è intraprendere un percorso di esplorazione del rapporto tra acustico ed elettronico così come dei meccanismi della costruzione collettiva e dell’improvvisazione. Si tratta di una formazione a geometria completamente variabile che associa un gruppo di musicisti creativi operanti prevalentemente nell’area fiorentina e bolognese nel dominio elettroacustico, ma che vuole aprirsi costantemente al rapporto con strumentisti e musicisti elettronici affermati di altri ambiti linguistici e provenienze geografiche.


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