Alessandra Bellino: Gustavo B (2009) per chitarra

Brano per chitarra, ispirato all’omonimo testo di Barbara Gabotto e all’opera scultorea “Le avventure di Gustavo B” di Alik Cavaliere.


Gustavo B

Nel petto il cuore
gli batteva e sbatteva
disordinatamente,
uccello solito all’aria
e ora chiuso in gabbia inaspettata.
Troppo grande quell’ansia:
urgente fare quello che andava fatto,
voragine allo stomaco,
acida spirale, dolorosa
spinta a scappare.
E si diresse a caso,
capendo dopo di rincorrere il Nord,
ma spilli, punte di ghiaccio
gli chiudevano gli occhi,
lo facevano cieco.
Non riuscendo a procedere, si disse
che per di là non era
la via giusta.
Scelse per scelta il Sud
dove un pantano di piogge
gli invischiò le gambe
e dopo
un sole troppo caldo
gli bruciò il cervello di delirio.
“Finché un po’ mi resta di testa
lucida
debbo cambiare strada”.
Ad Ovest si diresse,
ma declinava il piano verso
un buio sempre più rapido,
sempre più ripido,
ebbe paura della sua paura.
Con poca convinzione capovolse se stesso
ad Est,
breve percorso e già un muro
a sbarrargli il cammino,
muro che cresce e che gli avanza contro.
“Troppo radicali le mie scelte
– si disse –
proverò strade intermedie”,
ma NordOvest NordEst e via dicendo
altro non erano che logica fusione
dei dolori passati, già provati,
intollerabili
per un’anima stanca.
Si scoraggiò il suo cuore dentro il petto,
e una lacrima gli disegnò
la guancia sdraiata sul guanciale,
aprì le palpebre di un poco
e a poco a poco sottilmente
vide la stanza bianca.
Gustavo B uscì dal coma
il tempo cronometrico di dire
“Che fortuna, era un incubo!”
e morì.

(Barbara Gabotto, Milano, 30 aprile 2009)

 

Presentazione

Il lavoro, ispirato al testo «Gustavo B» di Barbara Gabotto (2009) e alla scultura «Le avventure di Gustavo B» di Alik Cavaliere (1961), utilizza 6 suoni (do diesis – re – sol – mi – si – sol diesis) che si identificano con le sei sagome in movimento dell’immagine di Cavaliere. Essi rappresentano al contempo gli stati d’animo di Gustavo B e le direzioni del suo “cammino delirante” secondo la vicenda narrata dal testo poetico. La chitarra apre con l’enunciazione dei 6 suoni alternati a “gesti” percussivi con armonici, sorta di introduzione alla personalità del protagonista (immagine statica del testo corrispondente alla sua condizione psichica).

Dopo tale presentazione si susseguono movimenti continui che si arricchiscono via via di nuovi suoni e gesti trasformando l’idea di partenza, deformandola e contorcendola fino a distorcerla sulla nota ‘LA’ eseguita nel finale. Un’ aforistica conclusione chiude la composizione lasciando per l’ultima volta sentire i 6 suoni di Gustavo B. (Alessandra Bellino)

INTERPRETI:
Gisbert Watty chitarra
Edizioni ArsPublica

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