Shi di Carlo Boccadoro, cronaca della III e IV replica, rassegna stampa e galleria

Shi (Si faccia) – Macerata Opera Festival, 2 agosto 2017
di Anita Azzi

EMA Vinci records ha partecipato al prestigioso Macerata Opera Festival 2017, giunto ormai alla sua 53° stagione, registrando la terza replica di Shi (Si faccia), opera da camera su libretto di Cecilia Ligorio e musica di Carlo Boccadoro, che è stata rappresentata nel bellissimo teatro della città marchigiana intitolato al musicista maceratese Lauro Rossi. Ad un altro celebre personaggio di origini maceratesi è dedicata l’opera con la quale, il 20 luglio scorso, ha presso avvio il Festival, quest’anno dedicato all’Oriente: si tratta di Padre Matteo Ricci, gesuita, matematico, geografo, studioso di cartografia, che scelse di diventare missionario in terra di Cina e, dopo un’attesa durata molti anni ed impiegata nello studio della lingua e della cultura orientale, poté recarsi a Pechino ed essere ammesso nella Città Proibita, sede della corte dell’Imperatore. Personaggio di grande spessore morale, uomo tenace e sensibile, curioso e mosso dalla volontà di integrare gli elementi di culture e mondi tanto lontani, fu il primo cartografo a disegnare un planisfero sinocentrico, così come fu il primo occidentale al quale l’imperatore concesse di essere seppellito in territorio cinese. Shi, che significa Si faccia, fu la parola con la quale egli permise la sepoltura di Matteo Ricci ed è anche la parola con la quale si chiude l’opera.

Scritto da Cecilia Ligorio (che dell’opera firma anche la regia), il libretto si rivela essenziale e dinamico al tempo stesso, narrando con grande efficacia le principali tappe della vita di Matteo: in scena solo un attore e due baritoni, che interpretano rispettivamente il viaggiatore (Simone Tangolo), Matteo (Roberto Abbondanza) e l’uomo che guarda (Bruno Taddia) e pochi elementi scenografici; importante il contributo delle video-proiezioni, a cura di Igor Renzetti, il cui impatto sullo spettatore risulta incredibilmente coinvolgente, soprattutto in alcuni momenti, come ad esempio la riproduzione della tempesta iniziale, la comparsa degli ideogrammi a rappresentare l’apprendimento della lingua cinese da parte del protagonista e la scena finale della morte.

Perfetta la sinergia tra regia e musica, diretta dallo stesso compositore maceratese Carlo Boccadoro e scritta per un organico che prevede, oltre ai due baritoni, due pianisti (Andrea Rebaudengo e Paolo Gorini) e tre percussionisti (Gianluca Saveri, Giulio Calandri e Cecilia Martellucci del Tetraktis Percussioni Ensemble). La tessitura musicale, fatta eccezione per il momento iniziale durante il quale compare un notevole volume sonoro, ha un carattere delicato e intimo, andando ad integrarsi con la parte cantata, che risulta perciò sempre perfettamente intelligibile. Di grande efficacia l’aspetto timbrico della partitura, che prevede l’utilizzo di molti strumenti a percussione (maracas, bacchette, cassa, campanelli, triangolo per citarne alcuni) e che quindi arricchisce attraverso una variegata gamma di colori lo svolgimento della vicenda.

Il teatro era gremito da un pubblico attento, che ha ribadito il successo già ottenuto dall’opera nelle precedenti rappresentazioni.

Ancora una grande e innovativa esperienza per EMA Vinci records, che continua ad allargare gli orizzonti del proprio campo d’azione, seguendo gli interessanti e multiformi sviluppi della produzione musicale contemporanea. EMA Vinci records sta infatti realizzando un’importante collezione di produzioni legati all’opera contemporanea colta e da camera in Italia.


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2 agosto

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da La Stampa del 22 Luglio 2017

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