Novatrix, opera da camera di Daniele Lombardi

PROSSIMA USCITA

Daniele Lombardi – NOVATRIX
Azione scenica su 14 frammenti dalle Metamorfosi di Ovidio

per Soprano, Danzatrice, Ensemble e Live Electronics
(prima esecuzione assoluta)

Soprano Ana Spasic

Scene Mimmo Paladino
Regia Daniele Lombardi
Light Designer Cesare Accetta
Live Electronics Centro Tempo Reale di Firenze
Ensemble Strumentale Roma Tre Orchestra
Direttore Marcello Panni

1) Un mare senza sponde
2) Aether arduus
3) Kaos
4) Torpore profondo
5) Tremolando le vesti si gonfiano alla brezza
6) Con i profondi silenzi che regnano sulle distese desolate
7) Il piombo che vola e volando si fa incandescente
8) Mi cangio in sorgiva
9) L’aria cedevole
10) Fluens
11) In nova fert
12) Come ghiaccio trafitto da sole incerto
13) Vertigine (e la forma si offusca)
14) Novatrix

Durata 60′

Con NOVATRIX sprofondo nell’abisso di un testo le cui immagini metaforiche sono continui diversi punti di vista per orizzonti prospettici vertiginosi.
Nel 1992 misi in scena una prima versione di questa composizione che partiva da frammenti delle Metamorfosi di Ovidio, si chiamava L’Ora Alata, Wandererphantasie. Affidai alla voce di Gabriella Bartolomei alcune parti cantate e l’organico era: Flauto (Roberto Fabbriciani), quartetto d’archi (I Solisti di Roma), pianoforte (dirigevo e suonavo io) e live electronics (con Francesco Giomi-Tempo Reale), c’era un corpo di ballo con coreografie di Antonella Agati e i costumi di Beverly Pepper. La prima avvenne grazie ad un invito di Giuliano Gori per inaugurare lo Spazio Teatro Celle: omaggio a Pietro Porcinai che Beverly aveva creato come una scultura nel parco della fattoria di Celle di Santomato a Pistoia. In quegli anni avevo già lavorato su figure e storie mitologiche: nel 1985 avevo realizzato Proteo, 18 videoclips sul terzo capitolo dell’Ulysses di James Joyce per quattro pianoforti: un lavoro sulla trasformazione, sulla verità inafferrabile nell’attimo della metamorfosi. Nel successivo Faustimmung (1987), ripercorrevo il patto diabolico Mefistofele /al femminile Fela)-Faust in una dimensione di delirio che raccontava il passaggio utopico dal mondo sonoro a quello silenzioso delle immagini. Nel successivo Amor d’un’Ombra e gelosia d’un’Aura (1988), toccavo il mito di Narciso ed Eco, attraverso la lettura poetica di testi di Paul Valery.
NOVATRIX è nato grazie al prezioso intervento di Mimmo Paladino che incontrai in seguito all’esecuzione di L’Ora Alata e al quale parlai di questo progetto cui volevo dare forma definitiva portandolo in un teatro. Fu così che súbito in quegli anni fui felice dei suoi bellissimi disegni di velari e schemi di regia per questo allestimento che è in prima assoluta.
La partitura di circa un’ora si avvale di immagini dipinte, con interventi di danza, nel quale suono segno e visione sono sottilmente intrecciati. La fonte sonora degli strumenti, il cui ascolto è sempre riferibile alla produzione fisica, si fonde nelle trasformazioni dai sistemi digitali. La soprano Ana Spasic ha compiuto un profondo lavoro sulla linea del canto partendo dalla semantica emotiva studiata in psicologia e attraversando una sperimentale relazione tra colori dela mia notazione e stati emotivi, per arrivare a quelli che ha definito “Episodi emotivi colorati”. Con questa scrittura vocale si realizza un’elettrizzante performance nella quale il testo di Ovidio attraversa funambolicamente stati attivi e passivi, tra piacevolezza e spiacevolezza.
DL

Add a Comment